Arturo Scotto: Napoli può tornare ad essere un punto di riferimento fondamentale per un Mezzogiorno che vuole cambiare

Pubblicato da Ernesto Micieli il

Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera, da sempre si interessa delle tematiche che riguardano il Mezzogiorno.

Cosa ne pensa del disinteresse nell’azione di governo di questi anni nei confronti del Sud?

Credo che il Mezzogiorno sia il grande dimenticato di questo paese, non soltanto dal punto di vista delle risorse distribuite, ma anche dal punto di vista della centralità. Il Mezzogiorno ha perso potere contrattuale, sono passati vent’anni dalla chiusura dell’intervento straordinario, sono andati via venti punti di PIL di trasferimenti in spesa ordinaria e non hanno avuto nessuna sostituzione se non nella spesa straordinaria dei fondi strutturali, che però dovevano intervenire su asset infrastrutturali e strategici e non esclusivamente per sostituire quello che lo stato non passava più. Abbiamo una crisi sanitaria gigantesca, ormai tutta la sanità di tutte le regioni del Mezzogiorno è commissariata, anche il modo in cui sono ripartiti i fondi è profondamente penalizzante per il Sud, e contemporaneamente ci troviamo difronte ad un governo che sceglie la strada dei patti, che però rischiano di diventare pacchi perché mancano all’appello 17 dei 34 miliardi che il mezzogiorno doveva avere nel riparto dei fondi 2014/2019.

Quali sono gli interventi prioritari per il Sud?

Il grande tema del Sud è la liberazione dalla cattiva politica e dalla criminalità organizzata. La cattiva politica utilizza quel che resta dei piccoli rivoli della spesa pubblica per elargire mance e costruire propaganda; la criminalità organizzata riesce a trasformarsi in maniera più veloce della politica, talvolta diventando imprenditrice e sostituendosi allo Stato sia sul piano occupazionale sia sul piano della velocità nella realizzazione dei lavori pubblici, ma riprende anche un controllo anarchico del territorio attraverso le gang, che rischiano di essere sempre più pericolose.

Qual è il suo giudizio sul percorso amministrativo sviluppatosi a Napoli e quali sono le possibili forme di collaborazione con la sinistra parlamentare?

Con Luigi de Magistris e con la città di Napoli il nostro gruppo parlamentare collabora da tempo, a partire dalla battaglia che abbiamo fatto contro lo “Sblocca Italia” per evitare il commissariamento di Bagnoli, che dal nostro punto di vista ha rappresentato una lesione, anche dal punto di vista costituzionale, delle autonomie locali. Bisogna incrementare il lavoro soprattutto sulle tematiche ambientali, sociali e sulle grandi sfide dell’occupazione e delle infrastrutture. Napoli può tornare ad essere un punto di riferimento fondamentale per un Mezzogiorno che vuole cambiare e che non vuole avere né padroni né padrini.

Ernesto Micieli


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