Nicola Fratoianni: Bisogna tornare a investire sul Mezzogiorno

Pubblicato da Ernesto Micieli il

Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, ci parla di sinistra e meridione.

Cosa ne pensa della questione meridionale?

Penso che questione meridionale e il Mezzogiorno siano scomparsi dal lessico pubblico di questo paese, sono termini sconosciuti al gruppo dirigente renziano e a questo governo sul piano del linguaggio, del racconto pubblico e soprattutto delle politiche. I patti, o meglio pacchi, per il Sud altro non sono che la riproposizione di fondi europei già presenti privi di una strategia complessiva e ancora segnati dall’idea che il Sud sia come una palla al piede alla crescita italiana, mentre si dovrebbe rimettere al centro il Mezzogiorno a partire da politiche che investano sulle infrastrutture, ma anche sulle potenzialità creative e sul piano economico e industriale. Senza questo il paese non riparte.

Quali sono gli interventi prioritari per il Mezzogiorno?

Innanzitutto questo governo dovrebbe ricostruire una politica industriale, poiché il Mezzogiorno ha subito una politica industriale negli anni che hanno fatto del Sud una terra di rapina, nella quale grandi investimenti sono stati prima prodotti e poi dispersi e hanno lasciato spesso ferite molto rilevanti sul piano sociale e sul piano ambientale.
Poi ci vorrebbe una regia nella spesa dei fondi comunitari che, a partire dalle specificità territoriali, sia in grado di valorizzare le poche risorse disponibili, vista la riduzione costante dei finanziamenti centrali: bisogna tornare a investire sul Mezzogiorno, altrimenti il resto rischia di essere solo un po’ di vuota retorica.

Lei è stato assessore regionale in Puglia durante la giunta Vendola. Ritiene che ci siano attualmente laboratori politici al Sud in grado di proseguire quel percorso?

Non credo ci siano laboratori simili a quel percorso, che ha avuto per molti versi l’unicità di tenere assieme le innovazioni nelle pratiche amministrative con la costruzione di un disegno politico a tutto tondo, in controtendenza alle dinamiche di governo nazionali ed europee e conflittuale rispetto a queste. Tuttavia ci sono esperimenti che mi paiono molto importanti, penso a Napoli e all’esperienza del sindaco de Magistris, che sta provando a mettere in campo elementi di innovazione del punto di vista delle pratiche amministrative con elementi che chiamerei di disobbedienza ad alcuni processi del governo centrale, che tendono a ridurre l’autonomia dei territori in nome di processi di controllo verticale molto discutibili. Credo che l’esperienza napoletana nel Mezzogiorno e guardata dal Mezzogiorno sia oggi una delle esperienze più importanti e interessanti.

 

Ernesto Micieli

Categorie: IntervistePolitica

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