Ivan Stomeo: Quando si pone al centro il cittadino, anche i progetti più innovativi funzionano

Pubblicato da Ernesto Micieli il

La Notte della Taranta può essere un modello di sviluppo? Ne parliamo con Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, al TILT Camp.

Come nasce l’idea di questo festival, e che ricadute ha avuto sul territorio?

L’idea nasce nel 1998 da un gruppo di comuni della Grecìa salentina: il festival tocca tutti i comuni della Grecìa per poi finire a Melpignano.
Questo evento fa incontrare la musica tradizionale con quella contemporanea e coinvolge tantissimi artisti che reinterpretano le nostre canzoni tradizionali, come la pizzica e le musiche di lavoro.
Per quanto riguarda la ricaduta sul territorio, mi rifaccio all’indagine messa in piedi dalla Bocconi dal 2007 al 2010: per ogni euro speso c’è un ritorno di tre euro. È un risultato straordinario, senza contare l’impatto sociale non indifferente.

Come si fa a recuperare, valorizzare e rilanciare la cultura popolare fino a renderla patrimonio universale?

La cultura è bene comune e deve essere considerata come una grande infrastruttura, al pari di una strada o una ferrovia. Solo così riusciremo a valorizzare al meglio quanto di buono abbiamo in questo paese.

Il Mezzogiorno è ricco di tradizioni e specificità culturali, spesso cadute nel dimenticatoio a causa di un processo di rimozione portato avanti da 150 anni. Il modello rappresentato dalla Notte della Taranta può essere esportabile a tutto il meridione?

È sicuramente una formula che funziona, perché i protagonisti sono le comunità e i singoli cittadini. Il bello di quel festival e del concertone non è tanto chi sta sul palco, ma quelli che stanno al di là del palco ad osservare il concerto. Quando si pone al centro il cittadino, anche i progetti più innovativi funzionano, e la Notte della Taranta ne è la prova.

 

Ernesto Micieli


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