Van Gogh a Capodimonte: una mostra che sa di riscatto

Pubblicato da Ernesto Micieli il

Il Museo Nazionale di Capodimonte, situato nell’omonima collina napoletana, ospita nelle sue sale dal 7 febbraio fino al 26 dello stesso mese due capolavori del genio olandese Vincent van Gogh: “Marina di Scheveningen” e la “Congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen”.

Ci raccontano i curatori della mostra che “le due tele sono fondamentali per la comprensione della prima stagione pittorica di van Gogh, precedente al soggiorno francese grazie al quale scoprirà la luce. Durante questi anni olandesi (1880-1885) il pittore si esercita nella pittura ad olio e nell’acquarello e guarda ai paesaggisti del Seicento olandese. Contemporaneamente è attratto dalle scene di vita contadina, esprimendosi con una pittura di nero realismo che tocca il vertice con i Mangiatori di patate”.

Ma, oltre all’altissimo valore artistico, questa mostra ha un altro significato più profondo, è “un gesto simbolico per dimostrare ai turisti e ai cittadini di Napoli e del mondo che questa non è una città assillata come tante altre dalla criminalità, ma anche un luogo vitale di cultura, di speranza e di riscatto”.

Il perché di questo riscatto sta tutto nella storia recente di queste tele. I due dipinti furono trafugati il 7 dicembre del 2002 dal Van Gogh Museum di Amsterdam da due uomini, arrestati e condannati l’anno dopo. Data la reticenza dei due a collaborare al ritrovamento dei dipinti, si perde ogni traccia per 14 anni fino a che, nel settembre del 2016, vengono ritrovati dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione contro una banda internazionale di narcotrafficanti, presso una casa di Castellammare di Stabia.

Le due tele, attraverso un percorso ancora da definire, sono passate dalle mani dei due ladri a quelle della camorra, per poi essere ritrovate ed esposte al pubblico grazie ad un accordo tra Van Gogh Museum di Amsterdam, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Museo e Real Bosco di Capodimonte e finanziata dalla Regione Campania.

Una vittoria dello stato e della cultura contro un’organizzazione criminale che fa dell’assenza dello stato e della cultura la propria forza principale. Il male non può vincere, non deve vincere, ed ogni passo, anche piccolo, è una vittoria. E una vittoria che profuma di arte e cultura è la migliore per battere l’olezzo di “una montagna di merda”.

 

Ernesto Micieli


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