Dagli Almamegretta a Mux, Elastica Records riscopre l’elettronica made in Sud

Pubblicato da Ernesto Micieli il

In primavera furono gli Almamegretta e con l’autunno è toccato a Mux, un po’ come a rappresentare la storia (nella sua accezione migliore) che si rinnova ancora una volta e subito dopo il futuro che avanza. Con due EP da quattro tracce Elastica Records riscopre il sound elettronico del Mezzogiorno e lo rilancia nel resto del Paese e all’estero: un bel risultato per la musica meridionale, troppo spesso associata dai grandi media solo ed esclusivamente a mere rivisitazioni folcloriche dei generi mainstream. E invece nel Mezzogiorno la musica elettronica rappresenta ormai da anni un formidabile territorio di ricerca, che non accenna a volersi fermare.

Già, perché anche se molti non lo sanno il Sud ha saputo regalarci alcuni dei migliori lavori di musica elettronica degli ultimi tempi, e la Campania fa da Regione capofila. Le riletture di alcuni classici degli Alma contenute in “Dub Box Vol. 1” e le sperimentazioni su tempi ritmici e sonorità diffuse che ritroviamo nell’ultima fatica del beatmaker degli Ear Injury “Playing 4 Time” sono forse l’ultimo e più macroscopico esempio (anche solo per l’essere stati pubblicati da una delle etichette di settore più affermate in Italia e in Europa), ma di certo non l’unico. Il 2017 era stato l’anno della drum’n’bass campana grazie a Merikan e Inward, mentre a maggio di quest’anno è stato il turno di Makoto Holmberg, che col video di “Ceilings” ci ha dato un’idea di cosa sarà il suo prossimo lavoro “No time for beauty”; quest’estate, invece, è stata segnata dal ritorno di K-Conjog con il singolo “Millennial Otters”, primo estratto dell’album “Magic Spooky Ears” in uscita tra qualche settimana. E a proposito di “Millennial Otters”, uno dei remix ascoltabili su Spotify è a cura di Liz Martin, che oltre ad avere una gran voce sa bene come muoversi nel comporre strumentali.

Eccellenze campane, ma non solo. Già, perché anche altrove non si scherza: proprio su “Dub Box Vol. 1” abbiamo potuto apprezzare il talento del palermitano go-Dratta, mentre i milanesi imbruttiti forse non lo sanno, ma quando si muovono a tempo con i pezzi di Myss Keta lo fanno quasi sempre ascoltando produzioni del salentino Populous. Un artista, quest’ultimo, che nel suo percorso da producer ha messo in luce la sua straordinaria capacità di dipingere ambientazioni sonore in grado di trasportare istantaneamente l’ascoltatore su altre latitudini. Per finire, giusto citare anche la Calabria, che tra SKG e i Fukada Tree sembra essere in ottime mani.

Insomma, lo stato di salute della musica elettronica al Sud è a dir poco eccellente. Ed in continua crescita, anche se purtroppo non possiamo parlare ancora di una vera e propria “scena”. Ecco, forse proprio questo potrebbe essere il prossimo salto di qualità: riuscire a mettere in rete quanto di buono costruito sinora per rafforzare e consolidare un movimento artistico di alto livello. Per adesso, comunque, accontentiamoci del poterci godere dell’ottima musica…

Vincenzo Di Costanzo


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